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Marco Emilio Scauro e l'antica Pirae

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Marco Emilio Scauro (163 a.C. – 89 a.C. circa) è stato un politico romano, pretore nel 120 a.C., console nel 115 a.C., censore nel 109 a.C. e princeps senatus.

Faceva parte degli optimates. Nel 115 a.C. celebrò il trionfo sui Carni (de Galleis Karneis)[1] e domò i Taurisci;[2] nel 111 a.C. accompagnò la spedizione del console Lucio Calpurnio Bestia contro Giugurta, re di Numidia, conclusasi con un trattato sospettato di corruzione. Nel 104 a.C. fece parte di una speciale commissione del Senato che si occupò direttamente degli approvvigionamenti da Ostia, esautorando Lucio Appuleio Saturnino.
Durante la sua censura si occupò della ricostruzione del ponte Milvio a Roma e della costruzione di una via che da lui prese il nome (via Emilia Scauri - anno 109 a.C.). A quel tempo la via Aurelia si interrompeva a Pisa a causa di ostacoli naturali (paludi costiere tra Pisa e Luni - denominate Fossae Papirianae - e bellicosi Apuani, sopravvissuti alla deportazione del 180 a.C., che stazionavano tra l'attuale Garfagnana e l'attuale Versilia).
La viabilità romana, vista dalla costa tirrenica, riprendeva proprio da Luni e, grazie a Marco Emilio Scauro, superava l'Appennino tosco-emiliano al Passo della Cisa in Lunigiana, aggirava l'Appennino ligure fino a Vada Sabatia (oggi Vado Ligure, passando per Derthona (oggi Tortona) e risuperando l'Appennino ligure al Passo di Cadibona.
Possedeva una casa sul Palatino e una villa nell'antica località di Pirae (oggi Scauri, località turistica del comune di Minturno, che prende da lui il nome).
Fu marito di Cecilia Metella Dalmatica (sepolta nel celebre mausoleo di Cecilia Metella sulla via Appia), che dopo la sua morte sposò il dittatore Lucio Cornelio Silla. da wikipedia.it

Pirae: l'attuale Scauri

Pirae - Città ausone, Castrum Pirae si colloca tra la confederazione delle città aurunche che a lungo riuscirono ad opporsi all'espansione dei Romani. Di questa città restano una cinta di mura poligonali, con una porta urbana a pieno centro. Il nome alla città fù dato da un gruppo di ausoni che staccatosi da quello originario di Campodivivo, sui contrafforti degli Aurunci, discese sulla costa, lungo il corso di Rio Capo d'Acqua (Caput Acqua), e insediato nell'insenatura del promontorio di Monte d'Oro. Questi ebbero contatti con naviganti provenienti dall'Etruria, dalle coste sicule e dalla Magna Grecia, subendo influssi culturali e religiosi. Facile espansione ebbe il culto fallico (evidente in un rilievo sulla porta della città). 
L'etimo della parola, secondo alcuni studiosi, starebbe a significare punta di terra o promontorio che forma un comodo approdo o porto. Il massiomo splendore della città si ebbe verso la fine dell'età del ferro. Plinio ricorda Pirae quale fiorente centro tra Formiae e Mintunae, definendolo Oppidum Pirae. Scompare dopo il 314 a.C. , anno in cui Roma, distrutte VEscia ed Ausona, ed in parte Mintunae, si assicurò il dominio sul Latium adjectum. 
Tali testimonianze, sono inserite nell'Area Protetta di Gianola-Monte di Scauri che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse. da minturnoscauri.it
 



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