
L'opera di Sante Rinaldi (Roma 1921-1999) Il nome d’arte Risante nasconde quello vero di Sante Rinaldi (Roma, 1913-1999), un artista capace di dipingere, scolpire il legno e scrivere versi in romanesco con la stessa semplicità e bravura.
Desidero far conoscere Risante poeta, che tanto ha fatto discutere i suoi contemporanei, sia per il suo carattere, sia per il suo particolare modo di forgiare versi ma, soprattutto, per il suo singolare acume critico, che spesso sfociava in lunghissime diàtribe senza soluzioni. E’ stato considerato il poeta romano della sintesi, della plasticità, della sonorità, capace di rifare un verso o un sonetto decine di volte, finché non risultasse, almemo per lui, perfetto. Risante sostenava che c’era sempre una soluzione a tutto, bastava cercarla.
Risante provò a cimentarsi in tutte le forme poetiche: sonetti, poesie libere, ottave. Proprio in ottave scrisse il suo bellissimo poemetto epico: Fra’ Diavolo in cui si trovano ottave estremamente drammatiche e liriche, dove ogni parola ha un significato preciso e deciso, dove i suoni sono corposi e significativi. Tante sono le ottave magistralmente scritte da Risante, che ne voglio citare due a caso, dato che una scelta mirata sarebbe inutile. La prima:
"Co la grevezza de le campagnole / la donna s’avvicina e je s’affianca / a due a due l’impronte de le sòle / timbreno a secco quela strada bianca. / Dietro a li monti s’è fermato er sole / p’aritrovà la luce che j’amanca, / e le parole sorteno appannate / dar fiato che l’ha prese e l’ha incartate."
La seconda, che chiude il poemetto:
"Legato come un Cristo, a grugno smòrto, / Fra’ Diavolo barbotta l’orazzione. / Si ne la vita ha camminato storto / la Morte vò pijalla co le bone. / La corda preso er collo, tira a corto / mentr’er boia, pe chiude la funzione, / co uno strappo je sfila lo sgabbello / e… un brigante diventa in giocarello."
Sentite quanta drammaticità, attenuata dalla trovata del brigante diventato un giocarello: non c’è un vocabolo inutile, la costruzione ha sempre lo stesso passo ma in crescendo.
da poetidelparco.it
















