Cenni storici
La fondazione della piccola chiesa risalirebbe all'XI secolo per un voto fatto dai pisani che in quegli anni erano occupati a scacciare i Saraceni dai nostri mari. Di essa si ha notizia nei capitoli di riforma degli Statuti civici di Gaeta, in cui si menziona una cappellania in essa eretta dal patrizio Marco Antonio d'Albito. Verso la metà del '500 nella chiesa fu annessa la confraternita del Bianchi col titolo della Natività della Vergine, che più tardi provvederà ad assistere e dare sepoltura ai condannati a morte. Per questo motivo nel 1758 verrà costruito il piccolo locale sepolcrale (tuttora esistente) sul lato sinistro del sagrato. Acquistata dal Governo borbonico nel 1792, assieme al palazzo S. Giacomo (scheda n. 2), venne ridata in uso alla confraternita nel 1826. Verso la metà dell'800 subì una radicale ristrutturazione ad opera di Ferdinando II.
tratto da gaeta.it

















