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L'arte di Franco Viola

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Franco Viola

Il ragazzo Franco Viola riesce a comprare il suo primo libro di Pinocchio vendendo come ferro vecchio le schegge raccolte in campagna

Un grande illustratore del libro di Pinocchio, Mosca, scrive: “Sono convinto che Pinocchio viene amato soprattutto  per le sue sventure. E fu per questo che nel 1944, quando dopo essere uscito dalla prigione di Novara, mi trovavo….. con mia moglie, i nostri quattro figli e la povertà assoluta, scelsi, tra i lavori……quello dell’illustrazione delle dolorose vicende del burattino.”  Come nel caso di Mosca, Pinocchio affascina il ragazzo Franco Viola perché vede in lui un compagno di sventure e forse anche la possibilità di riscatto da tutte le miserie. Le scene del libro realizzato in legno di ulivo riguardano essenzialmente le sventure di Pinocchio. Scrive Franco Viola nel suo libro: “..siamo negli anni 50 e fino agli anni 90 Pinocchio non è stato più niente per me.” In età avanzata, il nonno Franco Viola scopre di nuovo Pinocchio e comincia a realizzare il suo burattino in legno di ulivo, riuscendo così a rivivere  una infanzia felice che non ha mai avuto e a superare un momento difficile della sua terza età. La scelta del legno di ulivo serve per rimuovere la sua infanzia di guerra  e a rivivere una infanzia di pace.

La mostra permanente

In un suggestivo scenario, ai piedi dei monti Aurunci con alle spalle Monte Altino, nel centro medioevale di Maranola  di Formia, in un vicolo che è stato sempre il ritiro dei bambini e centro operoso di vita contadina è stata allestita la mostra permanente di Pinocchio.
Il mitico burattino, tanto caro alla nostra infanzia si presenta in veste moderna, è diventato un ragazzo del 2000 che digita al computer, che esercita le professioni più moderne e attuali, che nel tempo libero balla, canta, suona, si diverte allo stesso modo dei nostri giovani. Pinocchio “intellettuale”  legge, infatti, ha a disposizione migliaia di libri scritti in quasi tutte le lingue del mondo, a volte anche tradotti nei vari dialetti regionali, inoltre dispone di libri  antichi, molti dei quali introvabili o rari. Pinocchio lavora con l’antico aratro che viene tirato dal suo asinello con cui per tanto tempo ha diviso il duro lavoro dei campi. Il “Lavoro”, in tutte le sue svariate sfaccettature è magistralmente rappresentato: il contadino che si reca in campagna, il fabbro, l’arrotino, il “caldarrostaro” , il pescatore, il falegname, il calzolaio, il muratore sono rappresentati nei minimi particolari.
Visitare la “casa di Pinocchio” significa rivivere i ricordi più genuini della nostra infanzia. Seguire le varie fasi della storia di Collodiana memoria, con un burattino che aspira a diventare bambino è per tutti un momento di autentica gioia, per molti di intima nostalgia, specialmente per coloro che hanno trascorso da alcuni anni la fase dell’infanzia ed ora nel delicato ruolo di genitori o di nonni nostalgici desiderano riviverla accanto ai loro figli e nipoti, perché il messaggio che Pinocchio vuole trasmettere è proprio quello di avvicinare queste diverse generazioni: i nonni e i nipoti.
Ristabilire questo giusto rapporto con i nostri anziani, passare in rassegna i loro giochi e giocattoli fatti di povere cose: con legno di fortuna, ritagli di stoffa, bottoni, conchiglie, cimeli di strame, di vecchie scatole di latta per costruire il telefono, e fargli convivere con i moderni giocattoli quasi sempre robotizzati, parlanti, quasi sempre molto costosi che non offrono molte possibilità di inventiva ai bambini di oggi: è proprio questo lo scopo di fare una carrellata sul tema “il gioco”.
Il visitatore attento non può non soffermarsi sulle varie ”espressioni” e atteggiamenti di Pinocchio burattino. Il senso di “sorpresa” che Pinocchio mostra nel vedersi allo specchio le famose “orecchie”, il dolore che legge nel suo viso quando si reca a piangere sulla tomba della Fatina, il “pentimento” nell’apprendere tristi notizie di suo padre Geppetto, di spensieratezza e gioia quando si accompagna al gatto e alla volpe trapelano da questi personaggi se bene tanto stilizzati.
Pinocchio, seduto nel vecchio banco di legno, con la cartella di cartone, con il grembiule, il nastro e la penna ad inchiostro è stata la grande attrattiva di centinaia di bambini, ragazzi e di intere scolaresche che hanno scelto di visitare Pinocchio in questa sua vecchia casa, in un vicolo qualsiasi di un minuscolo paese che va rivalutando sempre di più le sue radici culturali. Un affetto particolare lega Franco Viola agli alunni delle scuole di Formia che sono stati i primi “illustri visitatori” della mostra e al tempo stesso i primi critici che con i loro consigli, il loro entusiasmo hanno dato una ulteriore carica ad un uomo non più giovane, anzi decisamente della terza età, che umilmente , alla buona, senza toni cattedratici ma con molta saggezza vuole riproporre un dialogo tra nonni, quale lui è, e i nipoti, tra i giovani e i meno giovani, vuole riscoprire l’amicizia e l’affetto, i sentimenti più autentici della vita.


L'APTE vi invita a visitare la mostra permanente di Maranola, P.za Maggiore
(frazione di Formia - LT)
ltommasino@gmail.com

Per info...contattateci al numero 3381909493


 



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Last Updated ( Monday, 10 May 2010 10:27 )  

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