
Una poesia di De Libero:
Vecchiaia, fermati
Tu gonfia di geloni cammina più lenta,
non affrettarti, il cuore ti minaccia,
il fiore che sta per sbocciare lasciami
godere e tutte le botti del mio vino.
Vergognati d’inseguirmi così nuda,
sfasciata all’inguine e in cenci i tuoi seni,
addosso ti cucirò una bella gioventù
e per allegro marito la mia ombra.
Fermati, vecchiaia, riposa laggiù,
contentati di strappare i miei ritratti
e io attenderò che passi tutto il fiume
della vita per venire alla tua riva.
Tratto da: Libero de Libero, Poesie, Milano, Mondadori, 1980.
Quadro di Alberto Savinio tratto dal sito: giuseppeborsoi.it/category/biografie
















